La festa di san Giovanni

processione

Si narra che San Giovanni Battista apparve in sogno a un abitante di Tanaunella, un certo Sig. Braccu, al quale ordinò di edificare una chiesa a lui dedicata indicandone il punto esatto e ammonendolo che se tale ordine non venisse eseguito gravi disgrazie entro l’anno sarebbero successe a lui e ad altri 20 giovani del paese. E alla domanda del sig. Braccu “perché proprio Budoni, un posto disabitato” San Giovanni rispose di non preoccuparsi se il borgo di Budoni era quasi disabitato, perché se avesse eseguito il suo ordine sarebbero venuti giorni in cui a Budoni ci sarebbe stata molta gente”.

Il Sig. Braccu  spaventato si precipitò a raccontare il sogno al Sig. Corronciu, proprietario del terreno e residente nel piccolo borgo di Maiorca, ma il Sig. Corronciu non diede credito a quanto riferito. Solo dopo la morte del Sig. Braccu e di altri giovani del paese entro l’anno che si rivolse ad un gruppo di pastori dei paesi vicini per esaudire il sogno, con l’aiuto e le donazioni degli abitanti delle borgate vicine diede inizio nel 1889 all’edificazione della chiesa dove l’effige del Santo trovò ospitalità, rimane sconosciuto il nome del donatore della piccola statua lignea.

E così fin dal 1897, anno in cui termino la costruzione della chiesa, che gli abitanti di Budoni festeggiano nei giorni del 28-29 Agosto, il loro Santo patrono, i suprastanti o priores, grazie anche alle donazioni degli abitanti delle vicine borgate organizzavano la festa.

I vespri in onore del Santo iniziavano il pomeriggio del 28 Agosto con il raduno de sa bandheras portate solitamente dalle donne in segno di prumissa oppure come scioglimento di un voto e poi con queste seguivano la messa e accompagnavano la processione per tutto il tragitto. La processione iniziava con  la sfilata di un gruppo di cavalieri al galoppo per tre giri intorno alla chiesetta, a seguire iniziavano i canti in poesia estemporanea con alternanza di versi, ed erano i suprastanti o priores ad assegnare a ciascun poeta il tema che in versi e rime doveva difendere e elogiare.  I balconi delle abitazioni vicine alla chiesa fungevano da palco, mentre la piazzetta antistante la chiesa si colorava di bancarelle rivestite di verde e fiori, con bibite fresche torrone e gelati per la gioia dei grandi e piccini. Il Sig. Todde di Siniscola girava con la macchina fotografica al collo per immortalare su richiesta momenti di festa, immagini che tuttora possiamo trovare sfogliando gli album delle famiglie di Budoni. Al calar del sole del 29 Agosto la festa volgeva al termine, l’augurio oggi come allora è sempre lo stesso “a s’aterannu menzusu”.